Castello di Leucatia, 28 ottobre 2022

Il 28 ottobre 2022, corrispondente al 3 Cheshvan 5783, al Castello di Leucatia si è svolta l’apertura e consacrazione della Sinagoga di Catania. L’appuntamento era fissato alle ore 17:00, in via Leucatia 68, nei locali del castello destinati a ospitare lo spazio di culto. Al centro della giornata vi era il Sefer Torah donato dalla Comunità Ebraica di Washington D.C., con la partecipazione di una delegazione proveniente dagli Stati Uniti. Tra i presenti erano annunciati Rav Shmuel Herzfeld, Washington D.C.; Rav Scialom Bahbout, Italia; Rav Tomer Ronen, Israele; e Rav Haim Ansalem, Israele.

Prima della cerimonia catanese, il Sefer Torah aveva fatto tappa a Modica, città legata alla memoria della presenza ebraica siciliana. Il passaggio da Modica aveva assunto un valore simbolico particolare nel percorso verso Catania, perché collegava l’inaugurazione della nuova sinagoga alla storia più ampia degli ebrei in Sicilia e alla frattura del 1492, anno della loro cacciata dall’isola.

A Catania, il rito pubblico è iniziato con una processione solenne partita da via Antinori. Il Sefer Torah è stato accompagnato verso il Castello di Leucatia tra canti, preghiere, partecipazione dei presenti e attenzione dei mezzi di informazione. Il corteo ha avuto il carattere di un passaggio pubblico: non solo l’arrivo di un testo sacro in un luogo di culto, ma anche un momento visibile dentro la città.

L’ingresso al Castello di Leucatia ha segnato il passaggio dalla dimensione esterna della processione a quella interna della cerimonia. Al secondo piano del castello, dove era stata allestita la sinagoga, si sono raccolti rappresentanti religiosi, autorità, cittadini, giornalisti, operatori televisivi e fotografi. L’arrivo del Sefer Torah è stato il centro dell’attenzione: attorno a esso si sono concentrati gli sguardi, i gesti di accompagnamento e i momenti di raccoglimento.

All’interno della sinagoga si è svolta l’intronizzazione dei rotoli della Legge. La cerimonia ha assunto così il suo significato principale: il Sefer Torah, giunto da Washington, veniva accolto nello spazio destinato alla preghiera e allo studio. In quel momento il Castello di Leucatia non era più soltanto un edificio storico della città, ma diventava anche sede di una presenza religiosa e comunitaria.

La giornata ha riunito più piani: il rito ebraico, la partecipazione pubblica, il valore della memoria, il ritorno di uno spazio di preghiera dopo oltre cinque secoli dalla cacciata degli ebrei dalla Sicilia. Il riferimento ai 530 anni non era soltanto una formula celebrativa, ma il modo in cui l’evento veniva collocato dentro una lunga storia di assenza, dispersione e ritorno.

Le immagini della giornata mostrano questi passaggi senza bisogno di aggiungere altro: la processione da via Antinori, il cammino verso il castello, il Sefer Torah portato tra i presenti, l’attenzione dei giornalisti, l’ingresso nella sinagoga, i volti raccolti, i momenti di preghiera, il candelabro, il silenzio finale dello spazio interno.

Alcune fotografie degli ultimi momenti di preghiera nascono da una situazione più riservata, non prevista come parte della documentazione ufficiale. Furono scattate con discrezione, senza interrompere il rito. Successivamente furono accolte positivamente dalle autorità religiose locali, proprio perché restituivano la parte più intima della giornata: non il momento pubblico dell’inaugurazione, ma quello del raccoglimento.